Il Controllo di Gestione è uno strumento che aiuta l’imprenditore nel suo processo decisionale perché fornisce informazioni tali che lo mettono nella condizione di comprendere meglio la propria realtà e quindi assumere decisioni più razionali e consapevoli. Un controllo di gestione ben strutturato consente al management di governare l’efficienza e l’efficacia operativa dei processi e di tenere sotto controllo la redditività dei prodotti e delle vendite.

La complessità, la concorrenza e l’incertezza del sistema economico attuale impongono alle aziende di ricercare il miglior prezzo, senza rinunciare al profitto. Oggi, per fare questo, intuito, esperienza e senso di responsabilità, pur continuando ad essere requisiti necessari, non sono più sufficienti.

Per governare la complessità è necessario conoscere costantemente l’effettivo stato delle performance interne attraverso un sistema di controllo di gestione tagliato su misura sulle singole realtà aziendali.

BBS-pro affianca le imprese in questo percorso condividendo gli strumenti più idonei a supportare e verificare in anticipo le idee di business degli imprenditori, a segnalare le aree di inefficienza e a risaltarne i punti di forza

Per facilitare la comprensione dell’utilità strategica del Controllo di gestione, ecco le 7 domande che dovrebbe porsi l’imprenditore per una valutazione:

  1. Sei consapevole dei numeri? Un sistema di rilevazione e controllo dei costi ben strutturato consente innanzitutto di individuare gli elementi quantitativi necessari per la determinazione dei prezzi di vendita. Occorre valorizzare al meglio i prezzi trovando il giusto divisore per linea di prodotto ed evitare che alla lunga si conseguano perdite inseguendo il mercato ed applicando prezzi o tariffe errati solo perché vogliamo inseguire il concorrente.
  2. Sai adeguarti just in time? All’azienda, nel corso degli anni o più semplicemente nel corso di una stagione, cambiano gli scenari di mercato, le tendenze, l’oscillazione dei prezzi di acquisto delle materie prime. E cosa succede se alcune variabili aziendali cambiano? Personale, investimenti, fattori esterni, costo delle materie prime come incidono sulla mia offerta? Il controllo di gestione può simulare periodicamente l’accadimento di uno o più fattori di cambiamento e aiutare a ritrovare un equilibrio.
  3. Fatturato sinonimo di liquidità? Ricordiamo che le aziende chiudono anche e soprattutto per motivi legati alla mancanza di liquidità, ovvero il fatturato non è direttamente proporzionale all’avanzo finanziario dell’azienda. In altre parole un’azienda può fatturare molto ma avere problemi nella riscossione dei crediti. Il Controllo di gestione, corredato da idonei indicatori finanziari, rappresenta anche lo strumento per una corretta policy di credit management.
  4. Make or buy? Avere il controllo ben saldo dei costi aziendali, sia quelli variabili legati direttamente alla produzione dei prodotti sia quelli fissi legati ai costi di struttura diventa un passo fondamentale nelle decisioni aziendali. Da qui l’imprenditore compie scelte di convenienza decidendo, caso per caso, quali fattori produttivi acquistare o produrre internamente.
  5. Quanto costa stare fermi? Più il numero dei dipendenti o dei macchinari in dotazione ad una azienda è alto e più che “si è costretti” a fatturare per cercare di coprire in parte questi costi (fissi) anche se “non c’è lavoro”. Ma non è sempre così…scopriamo perché.
  6. Da dove partiamo? Dalla contabilità. Si tratta di andare oltre la semplice tenuta della contabilità finalizzata alla predisposizione del bilancio di esercizio e al mero calcolo delle imposte. Informazioni non sufficienti per dirci come sta procedendo l’azienda e quali scelte occorre fare per migliorare la redditività.
  7. La migliore risorsa? Le persone. La produttività del capitale umano con l’obiettivo di ottimizzare le performances aziendali, rappresenta il mezzo per responsabilizzare il loro lavoro per obiettivi che saranno tradotti nel Budget annuale.